Basilica Santa Restituta

imagesSanta Restituta, martire intorno al 304 durante la persecuzione di Diocleziano, fa parte di un gruppo di martiri abitinesi, le cui reliquie furono portate nel napoletano da un gruppo di cristiani africani, che, con il vescovo di Cartagine Quodvultdeus e quello di Abitine Gaudioso, si rifugiarono in Campania all’epoca della persecuzione vandalica intorno al 439. Le reliquie di Restituta furono portate ad Ischia e certamente collocate in una basilica già esistente nell’attuale Lacco Ameno, nella località allora chiamata Eraclius, di cui sono state trovate tracce sotto l’attuale Santuario. Questo luogo di culto fu in auge fino alla fine del IX secolo, quando le reliquie della Santa furono traslate a Napoli. A seguito dell’invasione dell’isola da parte dei mori, nell’812, il luogo di culto venne abbandonato. Intorno a questi anni fu anche composta la passio leggendaria del martirio della Santa.

Nel 1036 il conte Marino e Teodora sua moglie dedicarono alla Santa un oratorio, assegnandogli diversi beni. Presto però esso fu nuovamente abbandonato fino al 1374, quando il vescovo d’Ischia Bartolomeo Bussolaro fece costruire accanto alla chiesa dei locali per gli addetti al culto e un muro di protezione intorno ai suoi possedimenti.

Nel XV secolo ancora un lungo silenzio, fino a quando il francescano Fra’ Pacifico da Sorrento, tra il 1470 e il 1471, ricostruì l’oratorio. Il 22 aprile del 1589 il vescovo d’Ischia Fabio Polverino cedette ai Carmelitani la chiesa, accanto alla quale sorse un convento, soppresso nel 1809. I frati hanno svolto una intensa opera sia nella costruzione della chiesa grande, soprattutto alla fine del XVII secolo grazie all’opera del P. Andrea Buonocore, sia nell’incrementare il culto a Santa Restituta. L’opera dei Carmelitani fu continuata dagli Agostiniani, che abitarono il convento tra il 1822 e il 1866, e poi dai Servi di Maria, che vi stettero dal 1870 al 1875; oggi il Santuario è affidato al clero diocesano.

La chiesa fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 28 luglio 1883. Subito ricostruita con il concorso universale, fu solennemente consacrata il 2 luglio 1886.

La devozione verso la patrona dell’isola di Ischia Santa Restituta è testimoniata da diciassette secoli di storia e di fede. Le manifestazioni di culto verso la Santa si svolgono non solo per la festa liturgica del 17 maggio, ma lungo tutto l’anno. Particolarmente solenne è l’annuale pellegrinaggio ufficiale che la comunità di Casamicciola compie il lunedì di Pasqua. Il Santuario è anche centro di primaria importanza per le testimonianze archeologiche e storiche che si trovano nell’annesso Museo e negli scavi, con reperti che vanno dal periodo greco a tempi recenti.

Tra le opere principali:

Santa Restituta, Nicola Fumo (Saragnano 1647 – Napoli 1725) (attrib.)

San Giuseppe, Bottega di Pietro Patalano (Lacco 1644 – ?) (attrib.)

San Nicola, Gaetano Patalano (Lacco 1655 – ?)(attrib.)

Immacolata, Bottega napoletana, XVIII sec.

Sant’Antonio abate, Bottega napoletana, XVIII sec.

Sant’Agostino, Filippo Balbi (Napoli 1861 – Alatri 1890)

San Tommaso di Villanova, Filippo Balbi (Napoli 1861 – Alatri 1890)

San Nicola da Tolentino, Filippo Balbi (Napoli 1861 – Alatri 1890)

Dipinti con il martirio di Santa Restituta (1885-1889), Francesco Mastroianni

Orari di apertura: tutti i giorni 8.00-12.00 / 17.00-19.30