Chiesa parrocchiale Gesù Buon Pastore

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“Domine, dilexi decorem domus tuae”

“Signore, ho amato la bellezza della Tua casa”

(Sal. 25, 8)

La chiesa parrocchiale di Gesù Buon Pastore offre al fedele e al visitatore motivi di interesse artistico e devozionale, e, nel contempo, si presenta carica di immediate suggestioni estetiche.

Il vescovo fondatore Dino Tomassini (vescovo dal 1962 al 1970) pone la prima pietra il 21 aprile 1968. Il successore Diego Parodi (vescovo dal 1972-1983) apre il tempio al culto il 24 novembre 1974. Il 25 maggio 1991 è consacrata dal vescovo Antonio Pagano (1983-1998). Viene costruita nella seconda metà del 900, su progetto dell’ingegnere Franco Tiscione. A questi subentra l’ingegnere Franco Trani. L’arcivescovo Virgilio Noè, poi cardinale, esperto in liturgia e maestro delle celebrazioni Pontificie ha dato preziosi suggerimenti e pregevoli doni.

La grande facciata unica in diocesi per la sua modernità, si innalza verso l’alto raggiungendo con la punta massima l’altezza di 17 metri. L’innovativa forma architettonica è data dalla triangolare geometria del tempio, la qual forma ci proietta l’immagine della tenda dello Shekinah  (dimora) che nel linguaggio biblico ricorda la dimora di Dio tra gli uomini.

Il timpano è costituito da una vetrata multicolore realizzata dalla bottega dell’Arte Fiorentina. Mentre sottostante ad essa si ammira il pannello ceramico rappresentante Gesù Buon Pastore, del XXI secolo, realizzato dall’artista isclano Salvatore Delle Donne, con l’impiego di ben trecento mattonelle. Sovrastano l’ingresso due Angeli, del inizio XX secolo, realizzati e donati dalla antica Fabbrica di ceramiche Mennella di Casamicciola. L’immagine dell’Agnus Dei in maiolica e il verso biblico “Io sono il Buon Pastore che offre la vita per le pecore” incorniciano la massiccia porta d’ingresso opera dell’artista napoletano Luigi Mazzella. Nel 2014 interamente restaurata dalla Ditta Braggio di Vicenza. Le formelle illustrano un ricco programma iconografico: nella parte centrale esterna sono i volti dei dodici Apostoli, nell’interna i quattro Evangelisti rappresentati con i simboli iconografici da sinistra: Giovanni, Luca, Matteo e Marco. Le due porte laterali sono ornate con due episodi evangelici: a sinistra vi è la scena della Pesca miracolosa, a destra la Traditio clavium.

L’interno è composto di unica navata. I colori delle vetrate, l’oro dei dipinti, il tono del marmo dell’ambone e dell’altare, i vari metalli, il cotto del pavimento e il colore bianco delle pareti concorrono in una decorazione di armonica bellezza. Le vetrate sono state create dall’artista Alessandro Grassi di Milano, secondo un’antica tradizione vetraria francese. I luminosi dipinti che adornano le pareti sono opera del pittore Bruno Bellotti. Nella parete di fondo si ammira l’Annunciazione della Vergine. Lungo la parete destra sono collocate le seguenti opere: l’evangelista Matteo, la Natività, l’Adorazione dei Magi, la Fuga in Egitto, Gesù che discute con i Dottori e l’apostolo Pietro. A sinistra: l’evangelista Giovanni, la Cena di Emmaus, la Samaritana, la Risurrezione di Lazzaro, le Nozze di Cana e l’apostolo Paolo.

Il papa Benedetto XVI, nel Discorso di presentazione del Compendio al Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “Le immagini sacre, con la loro bellezza, sono anch’esse annuncio evangelico ed esprimono lo splendore della verità cattolica, mostrando la suprema armonia tra il buono e il bello, tra la via veritas e la via pulchritudinis. Mentre testimoniano la secolare e feconda tradizione dell’arte cristiana, sollecitano tutti, credenti e non, alla scoperta e alla contemplazione del fascino inesauribile del mistero della Redenzione, dando sempre nuovo impulso al vivace processo della sua inculturazione nel tempo

Il centro della chiesa è l’altare in marmo di “Botticino di Bergamo”. Il paliotto dell’altare in bronzo dorato opera dell’artista Roberto Sandrin raffigura la Gloria dell’agnello tra i quattro evangelisti, dono dell’Arcivescovo Piero Marini. L’ambone in marmo il tutto su progetto dell’architetto Raffaele Ungaro e della ditta Patalano marmi. La sede presbiterale è impreziosita con tarsie d’ulivo provenienti dalla Terra Santa formano l’arredamento dell’area presbiterale; il Tabernacolo, la “Pala” del Buon Pastore (Cristo al centro dell’isola), il Fonte battesimale e la Via Crucis sono anch’esse opere dell’artista napoletano Luigi Mazzella.

I dipinti rettangolari ai lati dell’altare e all’ingresso sono di Michele Cocchia, rappresentano i patroni della Diocesi: santa Restituta e san Giovan Giuseppe della Croce. L’artista ha realizzato anche i dipinti con le greggi, che creano una suggestiva cornice alle statue della Madonna e del Buon Pastore.

Le statue di Maria e di San Giovanni apostolo ai piedi della Croce poste ai lati dell’altare sono opere di Francesco Messina (Linguaglossa, 15-12-1900 – Milano, 13-09-1995; sono dono del cardinale Virgilio Noè e provengono dal Palazzo Apostolico (Città del Vaticano).

Le statue della Madonna (1989) e di Gesù Buon Pastore (1997) sono opere del maestro Vincenzo Mussner di Ortisei, mentre quella di Madre Teresa di Calcutta è stata realizzata da Gregorio Mussner, figlio di Vincenzo.

La scultura lignea di Giovanni Paolo II è opera di Manuel Togher di Bolzano. La più antica tra le sculture è la statua di san Giuseppe firmata e datata dall’artista Vincenzo Avallone,1898.

Le tre campane sono della Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, pesano 600 kg: 300 la grande, 200 la media e 100 la piccola.

Gli artisti attraverso la loro arte hanno offerto i fatti salienti del mistero della salvezza, presentandoli nello splendore del colore e nella perfezione della bellezza.

Che la chiesa di Gesù Buon Pastore attraverso la sua totale bellezza e armonia testimoni e renda lode a Dio, origine, causa e modello di ogni Bellezza, e anche a quanti l’hanno realizzato, come pure a quanti, ora e in futuro, la visitano e la utilizzano.

A cura di Ernesta Mazzella