Museo di Santa Restituta

ATTEZIONE: al momento non è possibile visitare il museo, causa lavori in corso.


scavSala I e II Oltre ad oggetti votivi di diversa provenienza e cronologia, nelle vetrine sono esposti numerosi tipi di corredi liturgici e maioliche del Settecento e Ottocento napoletano; tra le ceramiche, di particolare interesse sono le produzioni invetriate a bande che coprono un periodo che va dal VI al XIV sec. d.C. e che continuano a testimoniare il coinvolgimento dell’Isola d’Ischia nei traffici commerciali del Mediterraneo anche in età Tardoantica e Medievale. Le restanti vetrine ospitano frammenti di ceramica, per lo più di fabbricazione locale, provenienti da diversi siti dell’isola: produzioni greco-arcaiche provenienti da Cava Grado, presso Sant’Angelo; materiali di età romana rinvenuti in località Toccaneto (Barano), Noia (Serrara Fontana) e Cilento (Ischia). Sala III L’ambiente, che funge pure da sacrestia alla basilica di S. Restituta, ospita diverse statue lignee di santi e preziosi corredi liturgici (paramenti sacri, ostensori, messali, ecc.), entrambi espressione dell’artigianato artistico napoletano del Settecento e dell’Ottocento.

  • Denominazione: Sezione Archeologica. Settore I
    Descrizione: Identificato come il quartiere artigianale (kerameikos) dell’antica Pithecusae, comprende 6 fornaci, attribuibili all’età ellenistica, forse con fasi di epoca precedente, di cui la n.1, di forma circolare, la n.2 e la n.3, di forma rettangolare, site sotto la sacrestia della Basilica, hanno restituito un mortaio cilindrico e due vaschette rettangolari per decantare l’argilla e uno spazio per l’asciugatura delle tegole; la n.4 e la n.5, si trovano sotto il cortile della chiesa, resta un paramento murario della n. 6. Dall’area di scavo provengono ceramica a vernice nera, ceramica comune, anfore di tipo greco-italico, spesso bollate, databili tra il IV e il II sec. a.C.Numerosi gli strumenti connessi con la produzione: matrici, distanziatori per separare le ceramiche, cilindri usati per la decorazione dei louteria, due matrici di maschere, matrici di appliques, anse con bolli in greco, noti su laterizi e pesi da telaio, oltre a numerosi scarti. Accanto una necropoli di età romano-imperiale con sepolture del tipo alla “cappuccina” (tegole a doppio spiovente) e del tipo ad “enchytrismos” (per la sepoltura di bambini).Le vetrine espongono ceramica, terrecotte architettoniche, strumenti litici e utensili in metallo e all’ingresso due ricostruzioni di capanne con telai.
  • Denominazione: Sezione Archeologica Settore II
    Descrizione: Ad esso si accede attraverso uno stretto passaggio su un lato del quale è visibile una tomba ad “arcosolio” (tipo di sepoltura caratterizzata da un ampio arco a sesto ribassato, generalmente attribuibili all’età tardoantica). In questa zona si conservano i resti di un muro in opera reticolata, di alcuni sepolcri ricavati sul piano di calpestio e di una piccola struttura in pietra locale in cui sono conservate le reliquie attribuite a S. Restituta; gran parte di queste strutture sembrano essere pertinenti alla basilica paleocristiana dal V sec. d.C. dedicata alla martire cartaginese.
  • Denominazione: Sezione Archeologica Settore III e Settore IV
    Descrizione: Settore III. Nelle vetrine si trovano strumenti preistorici in selce e ossidiana e ceramiche del Neolitico, scodelle e ciotole dell’età del Bronzo. Numerosi i frammenti di ceramica greco-arcaica della prima fase coloniale euboica e frammenti di coppe d’imitazione corinzia e frammenti di ceramica attica a figure nere e rosse, anse di anfore rodie con bollo, terrecotte figurate (testine femminili, statuette, busti), louteria e sostegni di bracieri, matrici per decorazioni, ceramica a vernice nera del tipo “Campana A”. Si segnalano fibule in bronzo, aghi e punteruoli in metallo.Settore IV.Si apre un’ultima area caratterizzata da una necropoli con più livelli di frequentazione :le sepolture più antiche del tipo “alla cappuccina”(II-III sec. d.C.),mentre le più recenti sono intagliate nel piano di calpestio e coperte da tegole di scarto datate tra il VIe l’VIII sec. d. C.

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